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La passione per il vino a Bergamo nella storia

La produzione e vendita del vino a Bergamo è più di un lavoro, è una tradizione nata più di 2000 anni fa, trasmessa di generazione in generazione, affinata con passione nelle regioni collinari a ridosso del capoluogo.

Le prime tracce della produzione di vino risalgono agli antichi Romani, che importarono i loro vitigni nel territorio di Scanzo. La produzione e vendita del vino a Bergamo divenne nel tempo un elemento fondamentale dell’economia del territorio.

Con l’arrivo dei Longobardi la cura dei vitigni passò in secondo piano fino al XIII secolo quando le autorità locali obbligarono chiunque possedesse più di 3 pertiche di terra (circa 2000 mq) a piantare una vigna. Come in molte altre località del nord Italia, fu successivamente l’arrivo dei monaci benedettini a riportare in auge la coltivazione della vigna e la produzione e vendita di vino nella zona di Bergamo, nel XV secolo. Fu probabilmente in questo periodo che Pontida e San Paolo d’Argon, dove vennero erette due importanti abbazie, divennero i centri enologici più importanti della bergamasca, ruolo che ancora oggi ricoprono.

Dalla seconda metà del XX secolo la Camera di Commercio di Bergamo si fece promotrice di una vasta innovazione in viticoltura incentivando principalmente gli impianti di Merlot, Barbera, Incrocio Terzi n.1, Marzemino gentile e Schiava grossa nella provincia e innovando la tecnica enologica.

Il territorio vitato bergamasco, adagiato ai piedi delle Alpi Orobie, è un luogo in cui il terreno argilloso, l’esposizione solare e le escursioni termiche creano un microclima perfetto per lo sviluppo della vite.

Il Valcalepio fu il primo vino nella provincia di Bergamo ad ottenere la DOC nel 1976 seguito dalla DOC del Moscato di Scanzo che divenne DOCG nel 2009 fino ad arrivare all’ultima nata: Terre del Colleoni DOC nel 2011.

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